Guida vinaria
Sembra che fossero già i Fenici e i Greci a portare la vite in Istria. La popolazione locale dell'epoca, cioè gli Histri, apprese ben presto i segreti della sua coltivazione e della produzione del vino. Lo conferma del resto la leggenda secondo cui gli Argonauti, gloriosi navigatori greci alla ricerca del vello d'oro, esclamarono kalavojna, che nella libera traduzione dal greco significa buon vino. Dove? Lungo la costa orientale dell'Istria, nel luogo sul Canal d'Arsa che anche oggi porta questo nome.
Grazie a che cosa l'Istria è divenuta sinonimo di buon vino? Sicuramente grazie al lavoro dell'uomo, ma soprattutto grazie alle caratteristiche naturali che conferiscono all'uva qualità pregevoli. Ci riferiamo alla posizione geografica, al suolo, al clima e al rilievo. A ognuno di questi fattori spetta una determinata parte di merito per il fascino del vino istriano.
Due sono i tipi di suolo principali per la coltivazione della vite in Istria: la terra rossa e la terra grigia. Secondo gli esperti in materia, la terra rossa sembra come creata per la coltivazione delle uve nere (che forniscono vini di struttura più pesante). La terra grigia è invece più adatta ai vari tipi di uva bianca: i vini in questo caso conservano la loro freschezza, gli aromi delicati e la morbidezza. Il terreno collinoso con lievi pendii, di cui l'Istria abbonda, è favorevole alla coltivazione della vite grazie alla forte esposizione al sole. Da aggiungere che le notevoli variazioni tra le temperature notturne e diurne esaltano ancora di più l'intensità aromatica del vino.
Tra i numerosi tipi di vino nella penisola, il più importante è la malvasia istriana che viene coltivata dovunque e che costituisce una parte dell'identità del territorio. La malvasia è di colore giallo paglia, dal gradevole aroma d'acacia. Presenta una freschezza moderata e armonica nonchè la giusta struttura. Un altro vino tipico dell'Istria è il terrano che va dal violaceo al rosso rubino. Emana briosi aromi di frutta, è particolarmente fresco e di struttura fragile. Seguono il borgogna, la hrvatica nera e altri vini meno noti.
Non bisogna assolutamente dimenticare le uve di prestigio mondiale, come le varietà di pinot bianco, di chardonnay, di pinot grigio, di merlot nero, di refosco e di cabernet sauvignon. Per gli amanti del buon bicchiere, un fascino del tutto particolare viene eserciatato da due varietà di moscato: quello di Momiano e il moscato rosa di Parenzo.









