La gente e i costumi

Gli abitanti dell'Istria sono sempre stati degli agricoltori e possiamo stabilire a quale precisa attività si dedicassero, osservando semplicemente la configurazione del terreno delle aree in cui vivevano.

Sui monti della Cicciaria l'Istriano era modesto pastore, lo testimoniano innumerevoli proverbi popolari: Ovaca bez pastira ne da ni mlika ni sira/Le pecore senza pastore non danno nè latte nè formaggio/Ki čuva ovcu, čuva i vunu/Chi bada al gregge, bada alla lana/. Nel cuore del nostro piccolo universo domina la terra grigia, dura da lavorare, ma generosa. È proprio essa che ha fatto nascere l'Istriano aratore. L'Istria sudoccidentale, con la sua terra color rosso cupo, è la patria di capacissimi viticoltori, è il regno della malvasia, mentre lungo la costa si è sempre pescato e si è sempre vissuto di pesca: Ki spi, ribe ne lovi/Chi dorme non piglia pesci/.

Le Istriane sono sempre state donne devote, che si curavano della casa, ma non solo 'sorreggendo' i suoi quattro angoli. Quando, ad esempio, si recavano a prender l'acqua alle sorgenti lontane, portandola poi a casa nella bigoncia ben fissa sulla schiena, per non starsene con le mani in mano lungo il cammino lavoravano a maglia.

Dei mestieri storici che rendevano famosa l'Istria, oggi alcuni dei più importanti sono caduti nell'oblio, come quelli dello scalpellino e del vasaio. Due mestieri ben diversi tra di loro. Uno che taglia grezzamente la pietra e l'altro che dà forma, delicatamente, alla terracotta, trasformandola in tegami.

In rare occasioni gli abitanti della nostra Penisola sapevano allietarsi con canti e danze. E anche la canzone è rigida, atonica, arcaica e si canta a due voci. Gli strumenti? Antichi, da pastore: roženice, mih, duplice, tutti strumenti a fiato, di legno… Il ballo più noto si chiama balun e il costume popolare è semplice, bicolore: marrone e bianco.

È facile riconoscere un Istriano: ha un carattere mite, è laborioso, paziente, un po' diffidente e cauto, dai movimenti lenti, dalla forza repressa. Fa facilmente conoscenza, un po' meno amicizia autentica, ma quando succede è per sempre. Stima soprattutto la rettitudine: la parola data è la misura fondamentale di comunicazione e di convivenza: Vo se veživa za roge, a čovik za besidu/Il bue si lega per le corna, l'uomo per la parola data/.

E se lo incontrate per caso lungo i sentieri di campagna, vecchio o giovane che sia, vi saluterà sempre per primo, guardandovi sinceramente negli occhi.

Riconoscimenti internazionali alla regione dell'Istria

  • World's 2nd Best Olive Oil Producing Region

  • 20 Best World Destionations 10 Best Summer Trips

  • Best of Europe: Top 15 Food & Wine Destionations

  • Best Life Changing Trips

  • Top 10 Off the Path Wine Regions

  • Best Tourism Partner

  • 10 Best Destionations

Anche nel 2014 l'Istria continua con la reputazione di una delle destinazioni più importanti del mondo dopo che ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalle guide di viaggio più rinomate come Lonely Planet e National Geographic Traveler. La penisola istriana è ancora lodata dalla maggior parte delle guide turistiche e giornalisti.

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