Mostra di Kruno Jošta

 

Il progetto di ricerca artistica denominato “Concerto Quieto”, dal nome italiano del fiume Quieto in Istria, è una delle pratiche artistiche contemporanee sempre più frequenti che invitano ad affrontare il rapporto tra essere umano e ambiente naturale con un approccio transdisciplinare; un modo per consentire l’apertura a nuovi mondi e a nuove possibilità laddove le scienze naturali sembrano arenarsi. Da anni l’artista multimediale Kruno Jošt applica questa modalità nella sua “fattoria permaculturale” nei pressi di Lovinac nella regione di Lika, esplorando le interrelazioni tra scienza, arte e sviluppo sostenibile.

Una di queste iniziative è rappresentata da una forma di laboratorio scientifico, attraverso il quale l’artista esplora come il mezzo sonoro possa essere impiegato per la rimediazione del fiume, ovvero in che modo i micro organismi (Altri, non-umani) possano contribuire alla decomposizione dei sedimenti tossici del fiume senza impatto invasivo sull’ambiente.

Egli applica un approccio simile anche nella micro località del corso e dell'estuario del fiume Quieto. Il suo bacino vanta una rigogliosa flora e fauna e rappresenta un importante area lungo la rotta delle migrazioni per lo svernamento e la nidificazione degli uccelli acquatici. Seppure il Quieto non sia un fiume (ancora) inquinato, i processi erosivi, le acque reflue e i fertilizzanti chimici minacciano di anno in anno la sua diversità naturale biologica nonché la varietà paesaggistica.

In concomitanza alla mostra già concordata presso la Galleria Rigo, Kruno Jošt ha visitato diverse volte il fiume Quieto. Strada facendo raccoglieva i campioni di acqua e dei sedimenti, rimaneva da solo con il Quieto, lo ascoltava, osservava le sue correnti, scriveva note e realizzava la documentazione fotografica. Una volta rientrato a Lovinac, nel suo Centro per le soluzioni creative, Jošt osservava con il microscopio il micromondo dei campioni raccolti nel fiume. Nelle ingrandite immagini “vive” di micro organismi ha selezionato quelle in cui ha individuato forma astratte successivamente trasferite nel media fotografico. In tal modo ha trasformato il mondo invisibile dei micro organismi in forme visive, che con successivi rimaneggiamenti dell’artista acquisivano anche un sottofondo musicale, trasformandosi in una composizione. Ispirato dalle conoscenze conseguite durante le ricerche scientifiche sulle frequenze sonore che influiscono sull’aumento o sulla diminuzione dei singoli micro organismi, Jošt ha creato una composizione per il micromondo del fiume Quieto.

Kruno Jošt (1973, Zagabria) è un artista multimediale, di chi gli progetti e le opere esplorano l’intersezione tra l’arte contemporanea, l’ecologia e la tecnologia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Zagabria e alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, conseguendo il titolo di Master in Belle Arti presso il Transart Institute di Berlino.
Le sue opere sono state esposte in Croazia e all’estero, che include la mostra “Piattaforma per pratiche transdisciplinari” (in collaborazione con Maja Kohek), presentata al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Fiume nel 2014; l’installazione sonora “Sound Fertilizer” presso lo spazio espositivo Büro für Bestimmte Dinge (BBD) a Berlino, nel 2017; la mostra “Ecocentric” presso RMZ Ecoworld, Bangalore, India, nel 2018; e “Playing for Microbes” al Kulturhuset Komedianten, Varberg, Svezia, nel 2022.

Nel 2007 ha ricevuto il premio del Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia per la migliore opera musicale contemporanea, mentre nel 2009 ha vinto il primo premio al festival ART.Move a Belo Horizonte, in Brasile, per la migliore installazione multimediale interattiva. Tra i suoi progetti più recenti si distingue “ISLAND CONNECT” – un programma di residenza per le arti performative tenutosi sulle isole di Tenerife e Sardegna, che Jošt ha utilizzato per esplorare il rapporto tra ambienti d’acqua dolce e marina e i loro abitanti microscopici. Kruno Jošt vive con la sua famiglia nel villaggio di Rasoje, vicino a Lovinac (Lika), al casa e l'proprietà permaculturale e autosufficiente, dove dirige l’organizzazione artistica e il programma di residenza del Centro per soluzioni creative.

 

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